Giovani e media, “la televisione che vorrei…”

Venerdì 21 marzo, a Palatium Vetus in piazza della Libertà si è svolto il convegno Giovani e Media, organizzato dall’Associazione TuAlessandria e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria con il Comitato Media e Minori, presieduto dal professor Maurizio Mensi e il Corecom Piemonte, rappresentato da Bruno Geraci. Un progetto ambizioso, come lo ha definito Maurizio Mensi, che il Comitato Media e Minori esporterà, a seguito della felice esperienza alessandrina, anche su scala nazionale insieme ai Corecom regionali, al Ministero dell’Istruzione, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e con il supporto della Commissione Parlamentare per l’Infanzia.

Andrea Catizone Folena, del Comitato Media e Minori ed Eurispes, ha tratteggiato una generazione che vive incollata alla tv e al computer… Secondo l’indagine, condotta attraverso la somministrazione di questionari a risposta chiusa, la Tv continua ad avere il primato del più utilizzato tra i media dagli adolescenti intervistati. Quattro ragazzi su dieci sono davanti allo schermo almeno 2 ore al giorno e complessivamente circa il 25% attua una fruizione prolungata. Spetta al computer il compito di insidiare il primato della tv: in questo caso, però, il numero dei fruitori “forti” aumenta. Come pure l’utilizzo di Internet: solo il 7% dei ragazzi non naviga mai, ma la stragrande maggioranza lo utilizza almeno un paio d’ore al giorno.

Gli adolescenti- concorda il pool di esperti intervenuti alla tavola rotonda – sono sempre più rapiti dal rapido alternarsi di scene e arrivano a considerare la realtà “noiosa”. Internet sta, a poco a poco, sottraendo spazio alla lettura, allo sport, al telefono e al cinema, diventando di fatto un’esperienza totalizzante, che fagocita adolescenti e adulti: da quando si ha la possibilità di collegarsi, il 53% dei ragazzi dichiara di guardare meno la televisione, il 32% di parlare meno al telefono e il 34% di andare meno al cinema. E alcuni dati sono preoccupanti: il 48% dei ragazzi legge di meno da quando utilizza la rete, il 21% sta meno all’aria aperta, il 16% parla meno con i genitori e il 9% vede meno i suoi amici, preferendo coltivare amicizie virtuali

Un’enfasi dei media e della cross-medialità, ma anche un’approfondita analisi, in anteprima, dei risultati della ricerca “La televisione che vorrei”, promossa dal Comitato Media e Minori in collaborazione con l’Ufficio Scolastico provinciale di Alessandria al fine di arginare le criticità attuali e, se possibile, riassettare la programmazione per proporne una più responsabile e normata. I cambiamenti della società sembrano costituire fonte di confusione e di paura per i genitori, che non sempre dispongono di strumenti idonei al dialogo educativo. I genitori ammettono, infatti, di sentirsi affaticati per le difficoltà che l’esercizio della funzione educativa comporta in una società che è sempre più tecnologica, frenetica e in rapida evoluzione… La gran parte di loro ritiene che essere genitore oggi sia più arduo che in passato, non solo perché la società contemporanea presenta più insidie, ma anche perché le figure genitoriali di oggi lamentano una perdita di autorità.

Dal convegno è scaturita una televisone profondamente nuova. Ai suoi albori c’era un unico canale che trasmetteva in bianco e nero; il monopolio dell’informazione e dell’intrattenimento non aveva concorrenti, il che significava poter mandare in onda anche dibattiti noiosi senza doversi preoccupare degli indici di ascolto. Obiettivo dominante dei programmatori odierni è occupare una fascia oraria con programmi-contenitore a flusso continuo. Questo per contrastare le televisioni private, sempre più nutrite ed equipaggiate. Oggi, in primo luogo, si è modificato l’ascolto televisivo da parte dei giovani a livello orario, e per la più vasta diversificazione dell’offerta (free tv, pay tv…) e per le piattaforme di nuova generazione (digitale terrestre, tv satellitare, web tv…).

Inoltre molti contenuti televisivi sono già “on demand”, permettendo una netta autogestione dei programmi, non più visti come contenitori, ma con una maggiore consapevolezza. Se prima la socialità della televisione era possibile solo in forza della fruizione passiva del pubblico, oggi quest’ultimo può decidere di fruire attivamente del mezzo televisivo, mettendosi in comunicazione e/o scambiando opinioni, critiche sui programmi in tempo reale…
Per quanto concerne l’universo televisivo esaminato, dal palinsesto fiabesco degli Anni Sessanta si è passati all’esplosione di cartoni americani e giapponesi… Se i programmi della “tv bambina” del passato furono “Le avventure di Lessie”, “Rin Tin Tin”, “Zorro”, “Lo Zecchino d’Oro”, fiabe interpretate da pupazzi come Topo Gigio, anche oggi più svariate trasmissioni informative e didattiche perseguono quell’obiettivo di educare, divertendo. Tuttavia l’odierno spettatore, bambino o teen-ager, deve fare i conti con un’apoteosi pubblicitaria tale da smorzare quell’afflato pedagogico che consentiva di elaborare un discorso educativo in precedenza. Il Comitato Media e Minori ragionerà anche su questo aspetto.

Le emittenti, interpellando i giovani, potranno orientare le loro lineup senza filtri, consentendo al Comitato di disporre dei dati richiesti dalla propria attività di vigilanza, ma anche di florido aggiornamento. Un intervento, quello alessandrino, che porta a riflessioni importanti: il Comitato si propone, infatti, l’obiettivo di sviluppare un’efficace azione educativa al corretto uso dei media in forza di una maggior sensibilizzazione. Mission di quest’ultima coinvolgere la famiglia, la scuola, le istituzioni, le associazioni di utenti, le imprese e gli operatori della comunicazione.

Al convegno “Giovani e Media”, erano presenti alcuni allievi degli istituti scolastici alessandrini (“Vivaldi”, “Carducci” e “Galilei”) coinvolti nel sondaggio e gli speaker di CorriereAl, che da qualche mese dedicano un’attenzione particolare ai ragazzi di Alessandria, attraverso il lodevole progetto “AlGiovani”, convinti che qualsiasi progetto per l’Alessandria del futuro debba far leva sui giovani, gli adulti di domani.

Mara Ferrari, Redazione Giovani del Comune di Alessandria

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